Aspetti sintomatologici autismo

Quando si parla di Autismo o Disturbo Pervasivo si fa riferimento ad una sindrome che, in quanto tale, è caratterizzata da una serie di sintomi non necessariamente tutti presenti contemporaneamente nello stesso bambino. Elenchiamo di seguito i principali:

Difficoltà e peculiarità sensoriali:

  • attrazione verso particolari stimoli: interesse eccessivo o evitamento nei confronti di certi odori, cibi gusti o superfici tattili;

  • difficoltà ad utilizzare più canali sensoriali contemporaneamente;

  • risposte visive: le persone sembrano presentare un contatto visivo fugace, evitano il contatto, guardano con la coda dell’occhio e/o bisogna dirgli di guardare mentre svolge un’attività;

  • risposte di ascolto: mostrano preferenza o avversione per certi suoni quotidiani, come l’aspirapolvere, lavatrice o passaggio di aerei, autocarri, o suoni forti come le sirene, tuoni. Al contrario possono non reagire affatto a suoni così forti, mentre reagiscono ad altri molto deboli.

  • Funzionamento intellettivo: si presenta in modo del tutto peculiare. Il profilo delle capacità cognitive delle persone autistiche è di solito irregolare rispetto a coloro che non presentano questo tipo di disturbo. Spesso si evidenzia la presenza di picchi, sia di abilità che di deficit, di prestazione. Alcune persone autistiche possono presentare particolari abilità ad un livello superiore rispetto a persone della stessa età. Inoltre, vi sono problemi nell’attenzione condivisa e nella condivisione di un gioco.

  • La mente “letterale” delle persone con Autismo trova maggiori difficoltà di comprensione e di utilizzo dell’informazione man mano che cresce il livello di astrazione e di rappresentazione simbolica di un concetto.

  • Mancanza di coerenza centrale: tendenza, nello sviluppo normale, a mettere insieme cose diverse, considerandole come sotto-elementi di un tutto. Le persone con Autismo, quindi, mostrano un’incapacità di stabilire legami tra gli eventi.

  • Comprensione delle regole sociali: assenza della capacità di decodifica delle regole sociali (es. ritualità del saluto, rispettare il turno, ecc.)

  • Mancanza della capacità di attribuzione di sentimenti e motivazioni e di riconoscimento delle emozioni.

  • Difficoltà ad accedere alle funzioni esecutive, ovvero a quelle funzioni che implicano una pianificazione, una motivazione, un controllo degli impulsi.

  • Presenza di comportamenti problematici, in particolar modo comportamenti auto e/o etero-aggressivi, che di solito rappresentano per la persona con autismo un modo per comunicare con gli altri, anche se disadattivo.

  • Difficoltà mantenere l’attenzione ad uno stimolo proposto o a più stimoli contemporaneamente, condividendo con un coetaneo o con l’adulto di riferimento un gioco o un’attività in corso.

  • Difficoltà a riportare, le competenze acquisite, in contesti diversi e quindi a generalizzare gli apprendimenti.
    Difficoltà di comprensione dei concetti di tempo e spazio in termini di successione di eventi o di prevedibilità dei medesimi.

  • Tendenza ad una rigidità cognitiva che non li rende flessibili e in grado di adattarsi al cambiamento.

  • Compromissione qualitativa della comunicazione, con ritardo o totale mancanza di linguaggio parlato, non accompagnato da un tentativo di compensare attraverso modalità alternative di comunicazione non verbale (gesti, mimica).

  • Uso di un linguaggio stereotipato e ripetitivo o linguaggio eccentrico. In soggetti con linguaggio adeguato, si evidenzia compromissione della capacità di iniziare e/o sostenere una conversazione.

CONFRONTO TRA SVILUPPO NORMALE E AUTISMO

AREA

NORMALE

AUTISMO

INTERAZIONE SOCIALE (0 – 5 ANNI)

· SORRIDE

· GIRA LA TESTA IN DIREZIONE DI UN SUONO

· TENDE LE BRACCIA DIFFERENZIA GLI ADULTI DAGLI ESTRANEI

· SALUTA

· PIANGE SE LA MADRE SI ALLONTANA

· INIZIATIVA NEL GIOCO

· CONTATTO VISIVO

· GIOCA CON I PARI E CONDIVIDE IL GIOCO

· EFFETTUA GIOCHI DI IMITAZIONE CON SCAMBIO DI RUOLI

· PREFERISCE INTERAGIRE CON ALTRI COETANEI PIUTTOSTO CHE CON L’ADULTO

· POCO ATTIVO; ALCUNI IRRITABILI

· SCARSO CONTATTO OCULARE

· INDIFFERENZA PER IL MONDO SONORO

· NON TENDE LE BRACCIA

· DIFFICILE DA CALMARE SE PIANGE

· MANCA L’INIZIATIVA

· SOCIALITA’ IN DIMINUZIONE CON LA DEAMBULAZIONE (CARPONI O POSIZIONE ERETTA)

· DISTINGUE FAMILIARI DA ESTRANEI MA MANIFESTA POCO AFFETTO

· ALTERNA COMPORTAMENTI DI ISOLAMENTO E DI PRESENZA

· PAURE ECCESSIVE

· DIFFICOLTA’ DI INTERAZIONE CON ALTRI BAMBINI, MINORE CON GLI ADULTI

· MANCATA COMPRENSIONE DELLE REGOLE SOCIALI

 

 

LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE(0 – 5 ANNI)

· DA PRESENZA DI SUONI GUTTURALI, CONVERSAZIONE VOCALE ALLA COMPARSA DEL LINGUAGGIO USA DUE PAROLE CONTEMPORANEAMENTE UTILIZZA ALL’ETA’ DI 3 ANNI PIU’ DI 1000 PAROLE E SCOMPARE L’ECOLALIA 4 ANNI: UTILIZZA STRUTTURE SINTATTICHE E ADATTA IL LINGUAGGIO A QUELLO DELL’INTERLOCUTORE COMPRENDE IL LINGUAGGIO UMORISTICO

· PIANTI DIFFICILI DA INTERPRETARE

· NO IMITAZIONE DEI SUONI

· ALL’ETA’ DI UN ANNO POSSONO COMPARIRE ALCUNE PAROLE PRIVE DI SENSO E SE COMPRENSIBILI IL VOCABOLARIO COMPRENDE UN NUMERO NON SUPERIORE A 15 PAROLE.

· ASSENTE LO SVILUPPO DELLA GESTUALITA’ E SOLO POCHI BAMBINI SONO IN GRADO DI INDICARE OGGETTI

· PRESENTE L’ECOLALIA IMMEDIATA E/O DIFFERITA

· L’ADULTO VIENE PRESO PER MANO E ACCOMPAGNATO ALL’OGGETTO PER OTTENERLO

· POCHI BAMBINI COMBINANO LE PAROLE IN PICCOLE FRASI

· ASSENTE LA COMPRENSIONE DEI CONCETTI ASTRATTI; LA CAPACITA’ DI INIZIARE E SOSTENERE UNA COMUNICAZIONE

AREA

NORMALE

AUTISMO

COMPORTAMENTO(0 – 5 ANNI)

·       COMPIE AZIONI NON DIFFERENZIATE SUGLI OGGETTI; GLI UTILIZZA IN MODO FUNZIONALE EFFETTUA GESTI SIMBOLICI E’ PRESENTE IL GIOCO “DEL FAR FINTA” SEQUENZE TEMPORALI NEL GIOCO SIMBOLICO, CHE RISULTA ESSERE PIANIFICATO ALL’ETA’ DI 3 ANNI GIOCO CONDIVISO; DEI MIMI; DI FANTASIA, DI FINZIONE DOVE IL LINGUAGGIO ASSUME UN IMPORTANTE FUNZIONE

·    MOVIMENTI RIPETITIVI COSTITUISCONO L’ATTIVITA’ PRINCIPALE

·    SI PRESENTA O TROPPO CALMO O TROPPO ECCITATO

·    TURBE DEL SONNO CON IPOTONIA E IPOATTIVITA’

·    LIMITE NELLA CURIOSITA’ E NELL’ESPLORAZIONE DEL GIOCO

·    MANCA IL GIOCO DI FINZIONE, DI MIMO, DI SCAMBIO DI RUOLI; QUELLO SIMBOLICO, SE PRESENTE, RIMANE ANCORATO A SCHEMI MOLTO SEMPLICI

·    USA IN MANIERA INUSUALE GLI OGGETTI (PORTARE ALLA  BOCCA, RUOTARE, ALLINEARE)

·    SPESSO MANCA LA CAPACITA’ DI CONDIVISIONE DI UN GIOCO E L’ALTRO VIENE UTILIZZATO COME MEZZO PER RAGGIUNGERE UN FINE (PRENDERE UN OGGETTO)

In generale, per l’inquadramento del problema, è opportuno dover distinguere tra:

  • RITARDO MENTALE: ritardo omogeneo in tutte le aree dello sviluppo;
  • DISTURBO SPECIFICO: ritardo su una specifica area dello sviluppo e/o competenza(es. disturbo del linguaggio)
  • DISTURBO PERVASIVO DELLO SVILUPPO: disarmonia qualitativa dello sviluppo che si manifesta con un ritardo presente in modo disomogeneo nelle diverse aree dello sviluppo (es. Autismo).

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